L'intervento del presidente della Regione Basilicata

Assisi, De Filippo: "San Francesco saprà spronarci"

04 ottobre 2009

"Il mondo è cambiato. Ha conosciuto i progressi della scienza, ridotto le sue distanze, costruito rotte mercantili e nuove democrazie, eppure il carico d'ingiustizie e di guerre che attraversa il nostro tempo, non può che scuotere la coscienza di ogni buon cristiano e far giungere a tutti noi, ancora più forte, la voce di Francesco e il suo segno di bellissima provocazione per un lavoro comune di pace". Sono queste le parole pronunciate dal Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo presso la Loggia del Sacro Convento, di Assisi. "Per questo, come ci hanno sollecitato anche i nostri vescovi nel messaggio augurale al pellegrinaggio francescano, dobbiamo vivere questa vicinanza con Assisi e con Francesco come un'esperienza di verità e di nuova possibilità. Sarebbe davvero un peccato d'orgoglio - ha aggiunto De Filippo - se non guardassimo con sincerità al campo lungo di accomodamenti e di pigrizie con cui troppo facilmente si muove il pianeta. Francesco c'invita a tutto questo. E lo fa con la gioia di chi ha saputo abitare il mondo diversamente. Mettendoci dentro la parte più ampia di quella carità e fraternità con cui un uomo può anche diventare un santo. E' questa la lezione della vita umile di Francesco, nell'annuncio di portare ovunque pace e bene. Sappiamo con quanta forza d'animo ed anche ostinazione Francesco ha saputo agire dentro un'epoca di potere e di conservazione. E nonostante tutto e a distanza di secoli, la prova della sua resistenza sono ancora oggi un esempio bellissimo di quella lotta difficile e necessaria che l'uomo ha con il proprio tempo. Frate Francesco vive interamente il peso della Croce e la prova di sofferenza che Gesù patisce dinnanzi all'indolenza del mondo. La prosa lucida, quasi notarile di Tommaso da Celano e la pittura di Giotto, finalmente ci tolgono la polvere moderna che è sui nostri occhi e ci fanno quasi toccare il fondo infinito di questo mistero da cui non si può non uscire cambiati. L'azzurro potente del cielo, il cono d'ombra della Verna, la luce che piaga Francesco alla conoscenza di fede e di verità, sono già quasi un dovere per la riflessione critica sul nostro tempo. Spesso Francesco riesce a rompere il guscio stanco della storia, con parole e gesti rivoluzionari e sceglie il suo campo d'azione tra i lebbrosi, gli oppressi, i più deboli. Quest'anno è la Basilicata, con i suoi fedeli, i suoi cittadini, i suoi municipi, ad avere l'onore di offrire l'olio per la lampada del Protettore di tutta Italia e noi stessi siamo ora chinati, con un cuore colmo di gratitudine e di speranza. A voi lucani che siete qui in tanti, portate, dentro questa festa per Francesco, lo splendore e l'umiltà della nostra terra. Lo splendore dei nostri paesaggi, dei nostri orizzonti, dei nostri giovani e della nostra fede. E l'umiltà della nostra storia, dei nostri padri, dei nostri poveri ed ammalati. Perché è così che possiamo incontrare meglio San Francesco, che anche nell?oscurità di tanti giorni tristi e complicati, ci può ancora guidare. Lo splendore e l'umiltà di Francesco sono lo splendore e l'umiltà della sua terra, l'Umbria, bella e luminosa come la nostra Basilicata. Ci siamo incamminati in questo anno con l'onore che sarete voi fedeli della Basilicata ad organizzare la più grande delle feste per Francesco. Perciò oggi più che mai, la voce di riscatto di Francesco si leverà a scuotere ancora il mondo e perfino la nostra vita comoda. E saprà spronarci a lavorare per un tempo migliore, a cui sarebbe davvero colpevole non cedere la parte più ampia del nostro cuore. I lucani - ha concluso De Filippo - lo sapranno fare con grandezza d'amore e sobrietà di costumi".