Vito De Filippo

Il messaggio del Presidente della Regione Basilicata

21 settembre 2009

Messaggio del Presidente della Regione Basilicata Chi volesse approfondire la vicenda di Francesco d'Assisi, non senza addentrarsi con il dovuto silenzio al cospetto straordinario delle sue virtù, non potrebbe che rimanere colpito innanzitutto della sua condizione particolare di uomo, con cui ha saputo abitare il mondo, sfidandone le contraddizioni e persino le ipocrite comodità. E' questa lezione di vita esemplare ad introdurci nella santità di Francesco, a farci cogliere, con la misura utile dell'attualità, l'altezza dei suoi gesti ed il valore delle sue parole di pace da cui l'uomo dovrebbe trarre, almeno per il corso del suo destino, maggiore merito ed altrettanti e sicuri rimedi meditativi. Contro la coscienza addomesticata del tempo è forse la prova più bella di resistenza spirituale e di coraggio evangelico che un santo può lanciare al mondo intero per scuoterlo dal suo torpore e toglierli il velo nascosto delle ingiustizie e delle facili pigrizie. Francesco insegna ad essere questo. Ad apprezzare oltremodo la semplicità e l'alterità. Ad essere rivolti alla pace come ad essere immersi nella carità. Ad uscire dagli egoismi ed essere uniti nella vera fraternitas. Ugualmente anche il suo richiamo a servire Dominum in laetitia non può che giungere felice ed inaspettato, come lo sono soltanto le cose preziose che rendono all'improvviso più bella e piacevole la vita, anche attraverso l'accettazione serena del proprio dovere. D'altronde non potrebbe che essere questa la cifra stessa del francescanesimo, la sua anima del mondo con cui assume e compone le sue vocazioni di servizio e di prossimità verso i deboli, gli umiliati, i sofferenti e da cui lancia il suo formidabile messaggio di riscatto e di cambiamento, arrivando al cuore anche dei più giovani, a cui dovrebbe essere affidata con molta più generosità la passione per il futuro ed il suo carico di positiva responsabilità. Naturalmente sappiamo quanto stretta e difficile sia la via della santità, ma Francesco la percorre con la forma di una vita cristiana perfetta, interamente vissuta sulla linea della povertà e della fede alla Croce. La percorre come un alter Christus e con l'annuncio di chi vuole portare pace e bene e liberare l'uomo dalle false illusioni. George Bernanos, lo ha ripetuto molte volte. Chiunque voglia impadronirsi del mistero dell'uomo, deve essere disposto a toccarne anche la sua sofferenza. E così Francesco non poteva che essere uno straordinario testimone, con i suoi segni d'imitazione profonda, dell'abbandono misericordioso e sofferente dell'uomo a Dio. Quest'anno è la Basilicata ad avere il privilegio di offrire l'olio per la Lampada votiva in onore di San Francesco d'Assisi. Qui vi porterà i suoi valori di pace e di solidarietà con cui ha saputo animare alcune delle migliori stagioni della sua storia regionale. Ma c'è anche un'altra ragione di appartenenza e di riconoscimento che la Basilicata ha con il Patrono d'Italia. Già dal 1334 e fino al giorno della sua morte, la nostra terra accolse Angelo Clareno, che assieme a Ubertino da Casale, fu il principale esponente degli Spirituali francescani. Ed in terra lucana si ritrovano anche importanti testimonianze di quanto sia diffusa e consistente la presenza francescana: dai conventi alla ricca iconografia religiosa e devozionale. E' con questo formidabile vissuto religioso che la Basilicata e la sua gente giungono ad Assisi, fedeli all'autenticità del messaggio francescano ed alle sue chiavi d'apertura del mondo: l'alterità, la solidarietà, la pace. In rappresentanza dell'Italia, la Basilicata farà tutta la sua parte, mantenendo viva quella luce di speranza che da Francesco arriva al nostro tempo, per consegnarci una straordinaria possibilità di cambiare. E sta a tutti noi offrire la parte più ampia e coraggiosa del nostro cuore.