Ofm. - Ofmconv. - Ofm capp.2010

Il Messaggio dei Ministri Provinciali Francescani

21 settembre 2009

Messaggio dei Ministri Provinciali Francescani "A tutti i cristiani religiosi, chierici e laici, uomini e donne... i Ministri provinciali del Primo Ordine della Basilicata, loro servi e sudditi, ossequio rispettoso, pace al cielo e sincera carità nel Signore". (FF 179)
Con il saluto scritto del Padre san Francesco nella "Lettera a tutti i fedeli" , si apre questo annuncio della grazia data alle genti della Regione Basilicata di offrire l'olio per la lampada votiva che arderà per l'anno 2009-2010 sulla tomba del Santo, nella cripta della Basilica inferiore di Assisi. Questo rito, che si ispira alla liturgia della luce della veglia pasquale, e alla missione di ogni cristiano di essere portato alla luce, si rinnova ogni anno dal 4 ottobre 1939, quando il nostro padre e fondatore fu proclamato patrono d'Italia dal papa Pio XII.
Ad Assisi, tutta la comunità religiosa e civile della nostra Regione intende ringraziare e lodare la bontà di Dio che "posò il suo sguardo su [Francesco] veramente poverello e contrito di cuore... e lo rese... guida e araldo della perfezione evangelica e lo scelse come luce per i credenti,affinché, divenuto testimone della luce preparasse per il Signore la via della lice e della pace nel cuore dei credenti"(FF 1020).
La lampada, che arde come faro, dono di fede e frutto del lavoro della nostra gente, forte, antica e generosa come gli ulivi della sua terra, è davvero il segno che rimanda al significato della vita di Francesco, che con la sua sapienza umile attrae ancora oggi verso la luce tutti coloro che vivono un tempo contrassegnato da lacerazioni sociali, confusione oscuramento di valori, perdita della propria identità culturale e religiosa.
Il nostro pellegrinaggio ad Assisi diventa il cammino penitenziale favorevole alla riaccensione nei nostri cuori della luce della fede, portata da San Francesco in tutte le contrade d'Italia come luce pasquale che "dissipa l'odio, piega la durezza dei potenti , promuove la concordia e la pace" (cfr. Preconio pasquale) fra tutti i popoli vicini e lontani.
L' accensione della lampada, che compiremo ad Assisi, dovrà esprimere la speranza che quella luce, partendo dalla tomba del santo, risplenda nei cuori e mai si spenga, e il mattino dei nostri giorni la trovi sempre accesa. In verità è la luce di Cristo: "chi segue me non camminerà nelle tenebre" (Gv 8,12). Gesù illumina le nostre oscurità e tristezze, riscalda il nostro cuore (cfr. Lc 24,13).
La nostra gente, come tutti gi italiani, deve afferrare questa occasione favorevole per ricevere il testimone della missione evangelica, così splendidamente realizzatasi nella vita di Francesco: irradiare la luce di Cristo, luce della civiltà dei valori e delle relazioni pacifiche tra le genti. Diventa nostra così la voce profetica della denuncia di Francesco contro le tristi vanità del mondo, contro la bramosia del profitto, contro l'uso del nome di dio per ogni forma di violenza dell'uomo sull'uomo.
Noi, fratelli vostri Ministri, nel ricordo della missione di Francesco intendiamo ricordare a noi stessi, a tutti i membri della famiglia francescana presenti in Basilicata, l'impegno di voler accendere nel cuore della nostra gente  la stessa passione di Francesco per una rinascita civile e religiosa della nostra regione e dell'Italia in un clima di rinascita evangelica che va ben al di là della pur bella mobilitazione in atto per la raccolta dell'olio e per una corale nostra partecipazione alle giornate del 3 e 4 ottobre ad Assisi.
Tra le righe di questo messaggio ci è gradito ricordare i tanti fratelli e sorelle che, nati dal cuore di Francesco, ne hanno assunto l'abito e lo stile di vita di minorità e sono stati in terra lucana fermento di pace, servizio di carità, parola di consolazione in una storia fatta di tanta nobiltà ma anche di povertà ed emarginazione di cui i vari governi portano la responsabilità prima.
La presenza dei nostri conventi francescani nella Regione è sicuramente riferibile alla storia di Francesco restauratore di chiese in rovina e costruttore di dimore che il nostro popolo ha sempre considerato "sue proprietà, sue dimore". Abbiateli cari nella vostra memoria, fratelli e sorelle lucani, questi frati figli di San Francesco, da voi sempre veracemente chiamati "frati del popolo".
Come ministri provinciali, invitiamo i fedeli a prepararsi spiritualmente al grande evento dell'accensione della lampada, in particolare programmando nei prossimi mesi pellegrinaggi alla tomba del santo e del luoghi francescani, in collaborazione con i vostri sacerdoti. Ai nostri confratelli l'invito a diffondere la conoscenza della storia de Francesco, promuovendo, per coloro che non potranno recarsi ad Assisi, iniziative di preghiere e di studio nelle comunità parrocchiali e francescane.
Sul Pastore di questa diocesi, figlio di san Francesco, sul clero, sugli uomini e sulle donne consacrati, su tutti e ciascuno di voi, invochiamo la comunione con Dio scrivendovi il saluto caro alla figlia di Francesco, santa Chiara d'Assisi:
"Il Signore sia sempre con voi ed Egli faccia che voi siate sempre con Lui. Amen" (FF 2858).