Il Messaggio dei Vescovi della Basilicata
21 settembre 2009
Carissimi fratelli e sorelle in Cristo,
da settanta anni una delle venti Regioni d'Italia si reca, ogni anno, in pellegrinaggio ad Assisi, per offrire l'olio che alimenta la lampada sulla tomba di San Francesco, proclamato da Pio XII il 4 ottobre 1939 "Santo Patrono primario d'Italia".
Nel 1954 toccò alla regione Basilicata portare, per la prima volta, l'olio ad Assisi. In seguito i pellegrinaggi si sono succeduti con ritmo regolare. Molti ricordano ancora il grande entusiasmo, che accompagnò il pellegrinaggio della nostra regione nel 1989.
Quest'anno, il privilegio dell'offerta dell'olio al Santo di Assisi tocca ancora a noi, in un momento segnato da serie difficoltà per le famiglie e per i giovani della nostra regione.
Carissimi fedeli cristiani, San Francesco si considerava 'servo' nel Signore, 'piccolo e spregevole'. Ispirati dalla sua umiltà e dalla sua fede accogliamo l'esortazione rivolta a tutti nella sua Lettera ai fedeli: "Amiamo dunque Dio e adoriamolo con cuore puro e mente pura? Ed eleviamo a lui lodi e preghiere giorno e notte dicendo: 'Padre nostro che sei nei cieli' (Fonti francescane, nn.187-188).
Il mondo e la cultura dominante fanno volentieri a meno di Dio. Si vive e si pensa come se Dio non ci fosse. Occorrono persone che abbiano la piena consapevolezza di essere figli di Dio, amati da Lui e da Lui trasformati, perciò capaci di dare amore senza pretendere nulla e di vivere con la coscienza illuminata dalla verità, che è dono dello Spirito Santo nell'interiorità di ciascuno. Adorare il Padre nello spirito e nella verità, come ricordava e insegnava San Francesco, è antidoto sicuro contro ogni dubbio ed incertezza, soprattutto in riferimento ai valori fondamentali che segnano il confine tra il bene ed il male ed impegnano nella costruzione del bene comune, della dignità di ogni persona, in particolare dei poveri, dei bambini, degli immigrati. Nessun uomo è padrone della verità, tanto meno può pensare di esserne il creatore. Essa si realizza come uno svelamento luminoso e gratificante per la coscienza, anche attraverso la lettura sapiente degli eventi della storia e delle leggi della natura, che è opera di Dio Creatore.
Vogliamo presentare con fiducia al Santo di Assisi ?le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono? (GS 1). Andare pellegrini ad Assisi è occasione opportuna e feconda per dire a tutti, ma prima a noi stessi, come comunità cristiana, che tra la fede e la vita non c'è separazione, anzi vogliamo ricordare che la fede ha rilevanza pubblica e perciò scuote la coscienza e stimola la nostra responsabilità. La fede deve incidere nella promozione del bene comune. Facciamo nostro il messaggio di San Francesco, ?fratello e servo? di ogni uomo e di ogni creatura. La fraternità universale, consegnata da San Francesco all'intera umanità con il Cantico di Frate Sole, comunemente detto delle creature, coinvolge ed abbraccia ogni umana creatura, ma anche tutto il creato e perciò è piena, anzi, cosmica.
Lo spirito di fraternità conduce Francesco davanti al lupo di Gubbio, simbolo di ogni violenza sociale. Il Santo, gli andò incontro forte soltanto della fiducia in Dio, lo chiamò ?frate lupo? e gli disse: ?so bene che per fame tu hai fatto ogni male. Voglio fare la pace fra te e costoro. Ti faro dare da mangiare sempre?. Il lupo chiuse la bocca e divenne agnello. San Francesco diede la mano ed il lupo il piede (Fonti francescane,n.1852). Vale, questo esempio, per tutti quelli che hanno bisogno di recuperare fiducia nelle leggi, di attuare il rigore della legalità e combattere, così, i mali più profondi del nostro meridione. Con la fede, che promuove giustizia e pace, si deve vincere la violenza.
La fraternità si fa poi solidarietà da promuovere per tutto il nostro Sud, per il quale nuove leggi sul piano economico e politico non devono procurare ulteriore emarginazione. Vale per tutti l'esortazione rivolta da San Francesco ai pubblici amministratori: abbiamo perciò carità e umiltà e facciamo elemosine, perché l'elemosina lava l'anima dalle brutture dei peccati (Fonti francescane, n.192). Infatti, la gratuità assunta come anima di un sistema possibile di relazioni economiche e sociali, oltre che delle relazioni tra gli individui e tra le famiglie, diventa reciprocità, quando è necessario, restituzione, e, perciò, giustizia. In tal modo, l'economia della gratuità e della fraternità, riproposta dal Papa, rende tutta la società civile partecipe del vero sviluppo (Caritas in Veritate, n.38).
Il pellegrinaggio popolare ad Assisi è una delle occasioni più significative di pubblico incontro e di chiara volontà di collaborazione tra le Chiese di Basilicata, le Istituzioni civili e politiche della regione, dell'Umbria e di tutta la nazione, chiamate a servire, in unità di intenti, lo stesso popolo, impegnate tutte nella costruzione del bene comune.
Anche a voi, amici Politici, chiamati dal popolo a servire il bene comune, ci rivolgiamo con le parole che il Poverello di Assisi scrisse ai ?reggitori dei popoli?: "Vi prego con rispetto per quanto posso, di non dimenticare il Signore, presi come siete dalle cure e dalle preoccupazioni del mondo. Obbedite ai suoi comandamenti, poiché tutti coloro che dimenticano il Signore e si allontanano dai suoi comandamenti, non sono benedetti e saranno da Lui dimenticati" (Fonti francescane, n.211). I comandamenti del Signore sono racchiusi nell'amore a Dio e al prossimo, che si traduce nella ricerca della giustizia, della pace, del rispetto della natura, della cura dei poveri e dei deboli, della difesa della vita dal primo sorgere fino all'ultimo tramonto. Alla luce di questo richiamo preoccupato e specifico per i politici, ma di contenuto fondamentale per tutti, assume rilevanza, irrinunciabile e forte, per gli uomini impegnati in politica, la coerenza personale con l'etica della famiglia e della vita, la trasparenza nelle scelte e nei costumi. Essi, infatti, hanno scelto di essere uomini della comunità, per cui la loro condotta ha evidente significato esemplare e chiaro valore educativo.
San Francesco ha parole anche per tutti "coloro che hanno ricevuto la potestà di giudicare gli altri" perché "esercitino il giudizio con misericordia, così come essi vogliono ottenere misericordia dal Signore: infatti il giudizio sarà senza misericordia per coloro che non hanno usato misericordia" (Fonti Francescane, n.191). La giustizia umana, tante volte invocata, ma non sempre bene applicata ed amministrata, non è sufficiente per regolare efficacemente e pienamente la vita degli uomini. Essa deve essere animata dall'amore vero, che pone la dignità della persona e la vita delle comunità al di sopra di tutto ed illumina tutti i rapporti quotidiani, dalla pratica della giustizia nei processi alla diffusione di notizie non sicure e tali da compromettere definitivamente la buona reputazione a cui ha diritto ognuno di noi.
Il 4 ottobre, secondo la volontà del Parlamento italiano espressa ufficialmente nel 2005, sia per tutti e in onore di San Francesco, ?giornata della pace, della fraternità e del dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse?.
Nel nostro pellegrinaggio ci uniamo a tutta la famiglia francescana, in festa per il ricordo grato della prima approvazione della Regola di vita dei Frati Minori, che Papa Innocenzo III concesse a voce a S. Francesco 800 anni fa, nel 1209. Fu quella regola, infatti, a dare origine alla numerosa schiera di uomini e donne che, nel nome di Francesco, hanno annunciato e testimoniato il Vangelo del Signore anche nella nostra regione come nel mondo intero. Il comando dato dal Papa a San Francesco di annunciare il Vangelo e la conversione del cuore sia ricordo vivo e ci spinga ad aderire a Gesù Cristo Crocifisso e Risorto, unico Salvatore del mondo, promuovendo veri itinerari di fede nelle nostre comunità.
Sono ancora abbastanza numerose le presenze francescane in Basilicata, soprattutto quelle dei fedeli laici dell'Ordine francescano secolare. Esse ci ricordano la vita, la spiritualità e la passione per il Vangelo, che animò l'esistenza di Francesco, insieme all'apostolato dei suoi figli, che hanno segnato nel nostro popolo una traccia profonda di valori cristiani, ancora oggi da molti praticati. Perché l'annuncio dei valori cristiani, proposti e radicati da otto secoli, venga rinnovato ed alimentato, desideriamo che sia incrementata e potenziata in Basilicata la presenza del primo Ordine, ora non sufficiente rispetto alle necessità e non coerente con un passato di comunità diffuse in quasi tutti i comuni lucani. Siamo grati al Signore per il recente ritorno in Basilicata delle Sorelle povere di Santa Chiara.
Il Signore Gesù conceda a ciascuno di noi lucani di ripartire sempre, da Gesù Cristo, il nostro Redentore, per vivere, in maniera sempre nuova, il nostro essere, in Lui, veri figli di Dio.
Potremo, così, per l'intercessione di San Francesco e di Santa Chiara, confessare la Trinità Santissima con ?fede dritta, speranza certa, carità perfetta, umiltà profonda... per servire con gioia i suoi comandamenti? (Fonti francescane, n.276).
A tutti l'augurio e la benedizione di Francesco: "Il Signore vi dia pace" (Fonti francescane, n.121).